Zaccheo, scendi!
Stiamo soffermandoci sui personaggi biblici sia dell’Antico che del Nuovo Testamento che saranno oggetto della nostra riflessione nella prossima Missione Biblica Diocesana che celebreremo in quaresima. Abbiamo visto le figur LEGGI TUTTO
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Membri di diritto: Sac. Angelo Spilla, parroco
Sac. Pietro Riggi , vicario parrocchiale
Sig.Giuseppe Imera, diacono
Suor Maria Grazia Giovannetti, religiosa EAM
Membri eletti Guarneri John Gruppo Liturgico
dalla comunità: Fiore Augusto
Picone Giusy Gruppo Catechisti
Pina Balsamo
Messina Maria Ministri Straordinari della Comunione
Briglia Maria Teresa
Burruano Rosa Maria Azione Cattolica Italiana
Riggi Rita
Tomasella Antonio Rinnovamento nello Spirito
Anzalone Giuseppa
Lunetta Eugenio Comunità Neocatecumenali
Vicari Benito
Medico Carlo Rosario Gruppo Giovani
Ferrato Manuel Raimondo
Maira Maria Caritas “Madre Speranza”
Giordano Maria Grazia Gruppo Missionario
Piampiano Angelo Itinerario Coppie Fidanzati/Gruppo Famiglia
Membri nominati: Sardo Assunta
Bruna Anna Maria
Paruzzo Salvatore
Averna Giuseppe
Fussone Cesare
Vicari Marinù
Daddeo Carmelina
Lo Valvo Francesco
Di Forti Cettina
Paruzzo Simona
Giordano Emilia (Segretaria)
- considerazioni generali -
Premessa
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) affonda le sue radici nella parrocchia e questa nella Chiesa particolare, che non è altro che
1.
Il Vaticano II nella LG ci ha invitato a concepire
Essa è in Cristo come sacramento “cioè, segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (LG 1). È in questa duplice dimensione, di comunione verticale con Dio e di comunione orizzontale coi fratelli, che vanno comprese le principali immagini neotestamentarie di Chiesa, riprese ampiamente nella LG:
-
- È il “popolo di Dio” (LG cap. II).
I credenti in Cristo sono costituiti da Dio come un unico corpo, che riceve, però, unità, energia e vita dal rapporto di comunione col suo capo, Cristo (cfr. Ef. 4,16).
Tutti sono anche responsabili della vitalità, della edificazione e della missione di questo corpo (cfr. AA 2).
Dio, infatti, ha composto questo corpo, perché “le varie membra avessero cura le une delle altre” (1 Cor. 12,25; cfr. Rom. 12,5). Così pure “a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per la utilità comune” (1 Cor. 12,7; cfr.
Pur con doni o funzioni diverse tutti sono comunque ugualmente responsabili della edificazione di questo popolo e della realizzazione della sua missione. Così si esprime
Convocata perciò dalla Parola di Dio, alimentata soprattutto dall’Eucarestia e unita nella continuità apostolica, dal ministero ordinato,
Conseguentemente “accogliere i laici nella collaborazione è un dovere…; assumerli non solo nella fase passiva dell’esecuzione, ma altresì in quella attiva della ricerca e delle decisioni è un riconoscimento dovuto all’azione dello Spirito Santo disceso in essi e ai doni di sapienza e di grazia, che costituiscono il loro carisma per il vantaggio della comunità” (Card. G. Colombo, in Rivista diocesana milanese, n. 48 (1970) 752).
2. Gli ambiti della corresponsabilità
Se, pur nella distinzione delle vocazioni, si parla di corresponsabilità di tutti i fedeli nei confronti della edificazione della Chiesa e della sua missione, è ovvio che tale comune responsabilità non può restringersi alla professione personale della fede, speranza e carità, ma deve estendersi a tutta l’azione pastorale, con la quale
A questa corresponsabilità per i vari ambiti dell’azione pastorale della Chiesa, tutti i fedeli, nei cui cuori dimora lo Spirito, sono abilitati in virtù della loro partecipazione all’ufficio profetico, sacerdotale e regale di Cristo (cfr. LG 34-36; AA 2).
3. Il C.P.P. espressione della corresponsabilità dei fedeli nella conduzione della comunità parrocchiale
Come logica conseguenza della dottrina conciliare, che presenta
In esso sono rappresentate tutte le componenti della comunità parrocchiale, che attraverso un libero sereno e franco confronto, promuovono un’attività pastorale organica, intesa in primo luogo a realizzare un clima di comunione e anche di dilatazione e irradiazione del regno di Dio nel territorio con l’annuncio gioioso e la testimonianza creativa del Vangelo (Primo Sinodo Diocesano n. 158, pag. 70).
Possiamo, in conclusione, dire che il C.P.P. è un organo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli (presbiteri, diaconi, consacrati e laici) alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale. Esso esprime l’intera comunità parrocchiale unita nella varietà dei suoi carismi e ministeri e manifesta la corresponsabilità di tutti i fedeli, sia nella ricerca di ciò che
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
- STATUTO-
- Art. 1 -
Costituzione e natura
E’ costituito nella parrocchia di Sant’Alberto Magno il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) a norma del Codice di Diritto Canonico (can. 536). Esso si pone nella comunità parrocchiale quale segno di comunione e strumento di crescita alla luce della Fede, della Speranza e della Carità. Il C.P.P. E’ un momento di Chiesa:
- Art. 2 -
Finalità
Il CPP ha i seguenti scopi:
- promuovere l’evangelizzazione di tutta la popolazione del territorio;
- curare, in questa prospettiva, la comunione tra i fedeli di diversa formazione culturale,sociale, spirituale e tra le diverse realtà ecclesiali operanti nell’ambito della parrocchia;
- valutare la situazione della comunità parrocchiale in riferimento al territorio utilizzando anche metodologie d’indagine di tipo sociologico;
- Elaborare il programma pastorale parrocchiale, in rapporto al piano pastorale diocesano e verificarne l’attuazione;
La funzione principale del C.P.P. sta nel:
- ricercare;
- studiare;
- proporre: conclusioni pratiche in ordine alle iniziative pastorali che riguardano la parrocchia. Si tratta quindi di chiedere a tutti i componenti il C.P.P. concretezza, preparazione, capacità d’analisi, senso critico, disponibilità all’aggiornamento.
- Art. 3 -
Composizione
Il C.P.P. esprime l’intera comunità parrocchiale. Esso è formato da membri di diritto, membri della comunità, membri cooptati e membri nominati dal parroco.
- Membri di diritto: il parroco, i sacerdoti collaboratori, i diaconi, i rappresentanti delle comunità religiose femminili presenti in parrocchia;
- Membri eletti dalla comunità: possono essere eletti tutti i membri della comunità parrocchiale che abbiano compiuto i 18 anni e siano impegnati nella vita cristiana ecclesiale;
- Membri cooptati (qualora non fossero già eletti dalla comunità): i rappresentanti delle associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali presenti in parrocchia, un membro del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici.
- Membri nominati: persone che il parroco ritiene particolarmente rappresentative e utili per il Consiglio Pastorale Parrocchiale e che non siano già state elette dalla comunità.
- Art. 4 -
Religiosi e aggregazioni laicali
Le comunità religiose maschili e femminili, le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali presenti in parrocchia designano autonomamente il proprio rappresentante in Consiglio Pastorale Parrocchiale e notificano il nominativo al parroco.
- Art. 5 -
Durata
Il C.P.P. dura in carica tre anni. Tutti i membri possono essere rieletti per un massimo di tre mandati. Qualora si rendesse necessaria la sostituzione di un consigliere, si provvederà rispettando i criteri di rappresentatività di cui all’art. 3.
- Art. 6 -
Organi
Sono organi del C.P.P.:
- L’Assemblea del Consiglio Pastorale;
- Il Consiglio di Presidenza;
- Le eventuali Commissioni.
- Art. 7 -
Assemblea
L’Assemblea del C.P.P. si prende cura di tutta la pastorale parrocchiale, cioè di tutto ciò che conserva e l’attività della comunità. In particolare sarà suo compito:
- tracciare un piano organico della vita della comunità all’inizio dell’anno pastorale, secondo le indicazioni del piano pastorale diocesano;
- provvedere che i programmi delle singole realtà pastorali concordino con il programma parrocchiale.
- Art. 8 -
Consiglio di Presidenza
Il Consiglio di presidenza del C.P.P. è formato dal parroco (che ne è il Presidente), da tre consiglieri e da un segretario designati dall’Assemblea. Tra i consiglieri designati uno viene scelto come vice-presidente con l’incarico di moderatore delle riunioni dell’Assemblea.
Il Consiglio di Presidenza ha il compito di:
- coadiuvare il Presidente nel disporre l’ordine del giorno;
- convocare l’Assemblea;
- dare attuazione alle direttive emerse all’Assemblea stessa;
- coordinare i lavori delle eventuali Commissioni.
L’azione del consiglio deve essere stimolata a tradursi sempre in
- studio dei problemi;
- espressione di pareri;
- fantasia organizzativa, capace di individuare strade ed iniziative calibratamene innovative;
- verifica e controllo dei risultati.
- Art. 9 -
Presidente
È compito del Presidente:
- presiedere le riunioni dell’Assemblea;
- ricercare ed ascoltare attentamente il parere del C.P.P. dal quale non si discosterà se non per giusti e fondati motivi che illustrerà al C.P.P. stesso;
- favorire la comunione della collettività per un cammino pastorale comune;
- garantire la comunione con le altre parrocchie della zona, con la diocesi e con
- Art. 10 -
Commissioni
Le Commissioni si formano tra i membri dell’Assemblea quando si ravvisa la necessità di approfondire tematiche particolari o di seguire settori particolari della vita parrocchiale. In questo caso occorre fare attenzione che esse non si sovrappongano ai Gruppi di Servizio (cf. art. 13).
Le Commissioni hanno normalmente un carattere occasionale; se è necessario essere possono invitare persone esterne per incontri particolari.
- Art. 11 -
Segretario
Il Segretario del C.P.P. viene eletto dall’Assemblea.
È compito del Segretario:
- curare quanto serve alla convocazione e alla celebrazione delle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio di presidenza;
- stendere il verbale delle riunioni.
- Art. 12 -
Convocazioni
L’Assemblea viene convocata dal Consiglio di Presidenza; esso si riunisce all’inizio dell’anno pastorale (settembre) per la programmazione e alla fine (giugno) per la verifica. Nel frattempo si riunisce ogni due mesi circa; può essere convocato ogni qual volta se ne ravvisi l’opportunità. Per raggiungere i suoi obbiettivi il C.P.P. non assume in proprio le attività pastorali e formative ma si avvale sia dei Gruppi di Servizio, sia dei Gruppi Associativi Ecclesiali.
Le riunioni devono essere indette con un congruo anticipo, sempre per iscritto, con allegati gli eventuali studi delle apposite commissioni, i dati statistici, economici, giuridici, ect., riferiti ai punti dell’ordine del giorno che si intendono discutere (cfr. allegato 1). Durante l’anno pastorale verranno realizzati anche alcuni momenti formativi per i membri del C.P.P.
- Art. 13 -
Gruppi
I Gruppi di servizio sono quelli che, all’interno della parrocchia. esprimono e realizzano un ministero ecclesiale. Tali sono i catechisti, gli animatori della liturgia e della carità. Essi realizzano, nei loro settori, la missione della comunità secondo le indicazioni del C.P.P.
I Gruppi Associativi Ecclesiali hanno invece una funzione formativa; nella comunità cristiana ecclesiale e apostolica secondo le necessità e le caratteristiche delle singole età o stati di vita, in sintonia con il C.P.P.
Il C.P.P. pertanto promuove e sostiene la vita dei Gruppi sia di servizio che associativi favorisce la comunione tra loro e con tutta la comunità parrocchiale.
- Art. 14 -
Il Metodo di lavoro del C.P.P.
Se il C.P.P. è una realtà che si colloca tra il gruppo e l’organizzazione, si dovrà tener presente che le riunioni dello stesso dovranno essere condotte maggiormente secondo le regole del lavoro di gruppo che è quella metodologicamente con la quale si cerca di rendere attive tutte le persone del gruppo e non si esaurisce pertanto in semplice discussione, ma è un qualche cosa di più complesso e completo che mette in moto tutta la persona.
Parlando di lavoro di gruppo si dovrà quindi far riferimento a:
- un obiettivo comune (interiorizzare quali sono le varie mete intermedie o temporali che si vogliono raggiungere);
- una collaborazione effettiva (sviluppare uno spirito di servizio che rifiuta la tentazione di imporre, ma dona con umiltà le proprie qualità ed i propri carismi);
- un senso di coesione e di appartenenza (lavorare concretamente assieme e per le stesso obiettivo in modo da sviluppare il senso di responsabilità e sprigionare le potenziali energie di ciascuno);
- delle comunicazioni efficaci (sviluppare uno stile di dialogo rispettoso del parere degli altri e di un legittimo pluralismo);
- l’accettazione della personalità di ciascuno, per favorire la comprensione degli altri, ed essere così abituati a considerare i problemi dal punto di vista degli altri;
- un atteggiamento di tolleranza al cambiamento (il lavorare assieme svilupperà un atteggiamento più recettivo di idee, soluzioni e metodi nuovi).
- Art. 15 -
Presenze
I membri del C.P.P. si faranno dovere di essere presenti a tutti gli incontri; in caso di impedimento dovranno avvertire il segretario o il parroco per giustificare l’assenza.
- Art. 16 -
Cessazione
In caso di cambiamento del parroco il C.P.P. decade nell’attesa di decisioni del nuovo parroco. Approssimandosi il termine naturale del mandato, il Consiglio di Presidenza predispone quanto è necessario per l’elezione del nuovo C.P.P.
- Art. 17 -
Documentazione
D’ogni riunione è redatto il verbale, firmato dal parroco e dal segretario; esso verrà letto all’inizio della successiva riunione. I verbali saranno poi raccolti in apposito registro e conservati nell’archivio parrocchiale. È doveroso informare ogni volta la comunità parrocchiale dei lavori e degli orientamenti del C.P.P.
- Art. 18 -
Schema di riunione
Il presente schema di riunione non vuole essere un rigido schema, ma un canovaccio che può risultare utile ai fini dello svolgimento dei lavori del C.P.P.
Lo schema potrà di volta in volta essere modificato tutto o in parte, e essere adeguato alle esigenze che si potranno evidenziare di volta in volta.
i. Del parroco;
ii. Di un membro della commissione di lavoro;
iii. Di un esperto.
Ogni consigliere può proporre questioni. Si dibatte:
o se discuterle subito
o se rimandare la discussione
San Cataldo, 23.10.2002
Il Presidente I membri del Consiglio di Presidenza Il Segretario
Il Vescovo Diocesano
(Mons. Alfredo Maria Garcia)
Allegato n. 1
L’invito alla riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale deve contenere:
- Data della convenienza;
- Ora di inizio e di fine dei lavori;
- Punti all’O.d.G.;
- Allegati eventuali studi o documenti inerenti ai punti all’O.d.G.
Sant'Alberto Magno
Feriali: Ore 8,00 e 18,00 (non si celebra la Messa serale di Mercoledì e Giovedì)
Sabato: Ore 8,00 e 19,00
Domenica: Ore 8,00 - 11,00 - 19,00
Santa Maria di Nazareth
Domenica: Ore 9,30