Zaccheo, scendi!
Stiamo soffermandoci sui personaggi biblici sia dell’Antico che del Nuovo Testamento che saranno oggetto della nostra riflessione nella prossima Missione Biblica Diocesana che celebreremo in quaresima. Abbiamo visto le figur LEGGI TUTTO
Gruppo Ministranti
IN BREVE CHI E' IL MINISTRANTE?
Il ministrante è quel ragazzo che serve all'Altare durante le celebrazioni liturgiche. Il ministrante è anche chiamato "chierichetto". Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine "chierichetto" poichè riesce a far capire meglio il suo significato. Esso, infatti, deriva dal latino "ministrans", cioè colui che serve, secondo l'esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per primo e che invita a fare anche noi la medesima cosa amando i nostri fratelli.
NON SOLO SERVIZIO ALL'ALTARE
Ma essere ministrante non si riduce soltanto al servizio all'Altare, che presta con diligenza, generosità, impegno, precisione, puntualità. Perchè:
CHI PUO' ESSERE MINISTRANTE?
Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico (=un servizio d'amore!) così come i lettori, gli accoliti, i cantori... ma è un compito tutto speciale e originale perchè ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. E' ministrante, allora, ogni ragazzo, adolescente o giovane che abbia compreso che
PROGRAMMAZIONE DEL GRUPPO
I ministranti sono di supporto al Sacerdote in tutte le loro funzioni richieste , garantendo un servizio nelle celebrazioni Eucaristiche della nostra Parrocchia e in particolar modo nelle Domeniche e nei tempi forti della Chiesa , garantendo questo servizio con dei turni.
L’incontro settimanale si svolge il sabato alle ore 16,30.
DOCUMENTI
-Schede per le catechesi del gruppo Ministranti
Servizio del Ministrante (Zip)
Caratteristiche del Ministrante (Zip)
Atteggiamenti del Ministrante (Zip)
Tiriamo le somme! (Zip)
- Le varie manzioni all'interno di un gruppo Ministranti (turiferaio, crocifero, etc...)
Il Ministrante che porta il turibolo
La parola turiferario deriva dal latino turifer (tus, traslitterazione del greco thuon/thuos = incenso, aroma, profumo, sacrificio, offerta, e dal verbo fero = portare); turiferario è quindi il ministrante che porta l'incenso o meglio il turibolo. Il turibolo è un recipiente con fori in cui si mettono appositi carboni accesi, è sorretto da catenelle utili appunto per incensare. L'incenso è una gommo-resina che sgorga in forma di gocce dall'albero della Boswellia Carteri, arbusto che cresce spontaneo in Asia e in Africa. Durante la stagione calda e secca sul tronco e sui rami della pianta vengono praticate delle incisioni, dalle quali esce a più riprese la resina, che solidifica lentamente nell'aria. L'incenso vero e proprio può essere lavorato in composizione con varie essenze e sostanze aromatiche per cui si ha l'incenso di rosa, gelsomino, gardenia, garofano, pino, mirra, ecc. Nei rituali delle Chiese d'Oriente per ogni festa viene indicato un profumo d'incenso proprio. Il rito dell'incensazione esprime la venerazione e la preghiera, come è detto nel salmo 140 e nell'Apocalisse 8, 3 (CE, n. 84). Questo servizio può essere esercitato da uno o due ministranti.
1. Riti di introduzione
Il ministrante fa mettere l'incenso in sacrestia dal sacerdote, dopo aver dato la navicella al diacono, se è presente (CE, n. 127).
Si reca all'altare, con il turibolo fumigante, in testa al corteo (CE, n. 128). Avrà cura di non andare troppo veloce. Giunto all'altare non fa né inchino né genuflessione (CE, n. 70). Si porta sul lato destro dell'altare, sale i gradini laterali e si presenta alla destra del sacerdote (o del diacono) al quale da il turibolo, senza che si faccia infusione di incenso. Se è necessario un accolito mette prima l'incenso (CE, n. 131).
Se non ci sono diaconi, chi porta il turibolo accompagna il sacerdote durante l'incensazione dell'altare. Se necessario, solleva il lato destro della casula per facilitare il gesto dell'incensazione. Dopo l'incensazione dell'altare, depone il turibolo e si reca al suo posto.
2. Liturgia della Parola
Dopo l'ultima lettura che precede il Vangelo, il turiferario si reca con il turibolo e la navicella vicino al sacerdote che è alla sede. Dà la navicella al diacono o a un altro ministro, se non ci sono diaconi, e porge il turibolo aperto al sacerdote che vi mette l'incenso (CE, n. 140).
Nella processione al Vangelo precede colui che deve proclamare il Vangelo all'altare, dove è disposto il libro dei Vangeli. Preso il libro, il turiferario precede il corteo all'ambone, dove si mette di fronte al popolo, a destra di colui che deve proclamare il Vangelo, e al quale dà il turibolo dopo che questo ha detto: "Dal Vangelo secondo...", perché possa incensare il libro (CE, n. 74). Dopo la proclamazione del Vangelo, depone il turibolo e la navicella, e si reca al suo posto.
3. Liturgia eucaristica
Detta la formula offertoriale, prescritta per il calice, il turiferario si presenta, come all'inizio, a destra del sacerdote per far mettere l'incenso.
Se non ci sono diaconi, egli accompagna il sacerdote che incensa le offerte, l'altare e la croce. Incensa, in seguito, sempre se manca il diacono, il sacerdote e l'assemblea (PN, n. 133 e CE, n. 149).
Incensa il sacerdote tre volte; le persone presenti in coro e il popolo sono incensate globalmente tre volte (centro, sinistra, destra); prima e dopo l'incensazione si fa un inchino profondo (CE, nn. 91 e 92).
Alla consacrazione si porta davanti all'altare e incensa tre volte Gesù Eucaristico presente nelle specie del pane e del vino.
Per conoscere le rubriche circa il modo di incensare consultare il "Caeremoniale Episcoporum".
Si tratta di una Croce simile a quella posta già nel Presbiterio sull'altare o accanto l'altare, ma invece di poggiare sopra una base, è fissata sopra un’asta debitamente decorata o dipinta, la cui altezza complessiva è circa di due metri.
Si ricorda che nel rito romano la si porta rivolta in avanti mentre nel rito ambrosiano rivolta all' indietro verso il celebrante.
Riti di introduzione
Indossate le vesti liturgiche, il crocifero si avvia all'altare, portando la croce processionale, tra i due ceroferari e subito dopo il turiferario.
Arrivato all'altare, senza fermarsi, mette la croce presso l'altare, o, nel caso in cui non servisse da croce d'altare, in un altro luogo appropriato. Si reca quindi al suo posto.
Riti di conclusione
Dopo il congedo, prende la croce e torna in sacrestia nell'ordine in cui era venuto.
I candelieri possono essere messi vicini all’altare. In tal caso possono essere portati nella processione d’entrata. Ci vogliono almeno due ministranti; se ne possono mettere anche quattro o sei. Ce ne sono sette quando è il Vescovo della Diocesi che celebra. Ci possono essere dunque dai due ai sette ministranti incaricati di portare i candelieri all’entrata e al ritorno. I ministranti che portano i ceri devono essere scelti per quanto possibile di uguale statura, in modo da tenere le luci alla stessa altezza. Tenendo i candelieri, colui che è a destra mette la mano sinistra alla base e la destra al nodo; colui che è a sinistra, mette la mano destra alla base e la sinistra al nodo.
Dopo aver indossato le vesti liturgiche, i ministranti si avviano all'uscita della sacrestia e si segnano con l'Acqua benedetta e iniziano la processione introitale che li porterà all’Altare - portando i ceri accesi, se è possibile tutti allineati, dietro il ministrante della Croce e del turibolo.
Senza fermarsi, depongono i ceri intorno all’altare o sulla “credenza” e prendono posto sul presbiterio o presso la “credenza”.
I ministranti partecipano alla processione del Vangelo. Mentre si comincia il canto di acclamazione al Vangelo (alleluia), due di loro si recano ai piedi dell’Altare dopo aver preso i loro ceri (all’altare o alla credenza). Il diacono o il sacerdote prende il santo Libro dei Vangeli posto sull'Altare. I ministranti che portano i ceri lo precedono all’ambone seguendo il ministrante che porta il turibolo. Stanno davanti al diacono al sacerdote, posti di fronte, e tenendo il candelieri dalla parte dell’assemblea.
Dopo la proclamazione del Vangelo, riportano i ceri dove li avevano presi e tornano ai loro posti.
Alla consacrazione, possono accompagnare il ministrante dell’incenso e inginocchiarsi all’altare (al suono della campanella), in segno di adorazione, a Gesù Cristo presente nell'Eucarestia. Se ne ritornano al loro posto insieme allo stesso ministrante dell’incenso.
Dopo il congedo, i ministranti prendono i ceri e, senza fare né inchino profondo né genuflessione, tornano i sacrestia nell’ordine in cui erano venuti. Stanno fermi accanto al ministrante che tiene
Chi tiene il libro avrà cura che i segnalibri indichino bene tutto ciò che il sacerdote dovrà cantare o leggere, per evitare ogni esitazione.
Quando il ministrante dovrà presentare il libro al sacerdote, terrà la parte bassa con le mani appoggiando la parte alta alla fronte, stando in piedi.
Nel porgere il messale, stando in piedi, non farà mai genuflessione.
Dopo aver indossato le vesti liturgiche, si avvia all’altare precedendo il sacerdote o colui che porta il libro dei Vangeli.
Se non è stato precedentemente collocato alla sede, porge al sacerdote il messale per le formule di saluto iniziale, per l’atto penitenziale, eventualmente per l’inno: Gloria a Dio, per la preghiera colletta. Quindi, seduto a destra del sacerdote, ascolta
Il ministrante porge il messale al sacerdote per il Simbolo, l’introduzione alla preghiera universale e la conclusione.
Dopo la preghiera universale colloca il messale sull’altare deponendolo a sinistra. Resta in piedi al lato sinistro dell’altare ; può accostarsi al sacerdote (alla sua sinistra) per indicargli i testi da leggere.
Dopo la comunione porta il messale alla sede e lo presenta al sacerdote per la preghiera dopo la comunione.
Detta l’orazione dopo la comunione, se ce ne sono, il ministro presenta al sacerdote o al diacono il libro delle comunicazioni, già preparato sulla credenza.
Presenta il messale per il saluto finale e i riti di congedo, a meno che segua immediatamente un’altra azione liturgica. Dopo l’invito “andate in pace”, chiude il messale, si inchina rispettosamente davanti all’altare e torna in sacrestia nell’ordine in cui era venuto, portando il messale.
Ministri della Mitria e del Pastorale del Vescovo
L'aiuto Cerimoniere è il ministrante che aiuta in maniera diretta il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche cioè il Cerimoniere.
Prerogativa dell'Aiuto Cerimoniere
L'aiuto Cerimoniere nella Chiesa Madre di San Cataldo è nominato dal Cerimoniere con l'approvazione del Parroco.
Modo di portare gli oggetti liturgici
Rubriche tratte da "Caeremoniale Episcoporum"circa l'uso dell'incenso
Vocabolario dei Ministranti
- Il Concilio Vaticano II, sui Ministranti
I ministranti compiano bene la loro parte: i ministranti preferiscano le parti loro assegnate in modo bene intellegibile, così da rendere più facile e quasi naturale la risposta dei fedeli, quando è richiesta dal rito... (Ibid)
... non solo IL CONCILIO VATICANO II, MA ANCHE i Sommi Pontefici. Parole di Papa Paolo VI:
"Voi siete strettamente associati al sacrificio eucaristico di cui dovete apporfondire il significato teologico e spirituale e rituale; voi siete collaboratori eletti dal sacerdozio ministeriale al quale portate un aiuto preziosissimo; voi svolgete, come ha sottolineato il Concilio Vaticano II, "un vero ministero liturgico" insieme con i lettori, i commentatori e i membri della "Schola Cantorum" (Cost. Sacrosantum Concilium, 29). Vi auguriamo di fare di codesta vostra "specializzazione" il centro propulsore ed orientatore di tutta la vostra vita. "Sappiate sempre compiere il vostro ufficio liturgico con rispetto, con ordine... perchè è sopratutto attraverso la liturgia che il Signore è presente nella sua Chiesa a realizzare la grande opera della salvezza, a rendere sempre vivo e contemporaneo il mistero pasquale"
Paolo VI, Allocuzione ai giovani ministranti, 1 aprile 1970 , L'OSSERVATORE ROMANO, 2 APRILE 1970
- Messaggi vocazionali dei Sommi Pontefici: Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni (4ª Domenica di Pasqua) è consuetudine che il Pontefice pubblichi un messaggio: esso contiene sempre preziose indicazioni di indirizzo teologico e pastorale.
Messaggi di Sua Santità Papa Benedetto XVI
Messaggi di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II
Messaggi di Sua Santità Papa Paolo VI
Sant'Alberto Magno
Feriali: Ore 8,00 e 18,00 (non si celebra la Messa serale di Mercoledì e Giovedì)
Sabato: Ore 8,00 e 19,00
Domenica: Ore 8,00 - 11,00 - 19,00
Santa Maria di Nazareth
Domenica: Ore 9,30